A Te, che giungi Pellegrino nel Santuario di San Cosimo alla Macchia in Oria, il Signore ti doni la Sua pace! E io ti dico: benvenuto!
Nel racconto della Passione di Gesù secondo l’Evangelista San Giovanni, mentre il Maestro era andato nell’orto degli ulivi, sapendo tutto ciò che doveva accadergli, gli si fecero innanzi i soldati e le guardie inviate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, guidati da Giuda Iscariota. Gesù chiese loro: “Chi cercate?”. Gli risposero: “Gesù, il Nazareno” (Gv 18, 4-5).
È la stessa domanda che il Signore pone oggi a te, che sei in questo Santuario. Non perché tu sia un soldato o una guardia, ma perché sei certamente un cercatore di Dio! Altrimenti non saresti qui!
Forse il tuo stato, appesantito da una malattia fisica o gravato da una ferita morale, non ti fa sentire un cercatore di Dio, non dà consapevolezza al tuo grido interiore. Eppure, mio caro Amico Pellegrino, sono certo che stai cercando Gesù, il nostro Signore, il nostro Maestro, il nostro Liberatore e Salvatore. Lo stai cercando perché sin dal giorno del tuo battesimo, quando unendoti a Sé, ti ha reso figlio amato del Padre, Egli ha messo nel tuo cuore la
nostalgia di Dio, il desiderio profondo di cercarLo. Sant’Agostino ci insegna che il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Dio. Ecco perché lo stai cercando: perché il tuo cuore desidera pace, desidera quiete, desidera certezza di amore, desidera Dio.
Invoca i Santi Medici per i tuoi bisogni, ma chiedi, attraverso la loro intercessione, che il Signore si faccia sentire nel tuo cuore, ti metta nella pace che solo Lui può dare: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv 14, 27).
Voglio suggerirti uno strumento efficace che possa portare pace al tuo cuore. Nella nostra Diocesi di Oria stiamo vivendo l’Anno diocesano del Rosario, in preparazione al centenario della morte di San Bartolo Longo, il prossimo 5 ottobre. Ti consiglio, se già non lo fai, di prendere in mano la corona del Santo Rosario della Vergine Maria e recitarlo quotidianamente, meglio se insieme in famiglia. È davvero la “catena dolce che ci rannoda a Dio”, è la forma di preghiera semplice e profonda, fondata nel Vangelo, che, mettendo la nostra mano nella mano della nostra Madre celeste, la Vergine Maria, ci aiuta a contemplare il Paradiso, pur avendo ancora i piedi per terra. E questo ci aiuta ad essere nella pace pur dovendo affrontare le sofferenze.
Caro Amico Pellegrino, cerca Gesù, perché Lui ti sta già aspettando! Ti aspetta da sempre! Non lasciarLo attendere invano. Ti assicuro il conforto della mia preghiera per te e della benedizione del Signore, che volentieri invoco su di te e sui tuoi cari, e ti prego di estendere il mio saluto e la mia benedizione agli
ammalati e agli anziani che sono in casa. Ti chiedo di pregare anche per me.
+ Vincenzo PISANELLO, Vescovo di Oria